La perforazione intestinale è una condizione grave in cui si crea una “breccia” nella parete dell’intestino (tenue o crasso). Attraverso questa apertura possono fuoriuscire aria, liquidi e batteri nella cavità addominale, con il rischio di sviluppare peritonite e sepsi.
Chiariamo subito che il punto centrale è uno: la perforazione intestinale non è un disturbo da gestire a casa. Riconoscere i segnali, capire quando può verificarsi e cosa implica aiuta ad agire in modo tempestivo e consapevole.
Cos’è la perforazione intestinale
Con “perforazione intestinale” si intende una soluzione di continuo (un foro o una lacerazione) della parete intestinale. Può essere:
- Libera: il contenuto intestinale si diffonde in addome → rischio alto di peritonite.
- Contenuta: la perforazione viene “limitata” da aderenze o strutture vicine (per esempio un’ansa adiacente o l’omento) → i sintomi possono essere meno eclatanti, ma resta una condizione potenzialmente seria.
La sede cambia molto il quadro clinico: una perforazione del colon, per esempio, tende ad avere un carico batterico maggiore rispetto al tenue.
Quando può verificarsi una perforazione intestinale
Le cause non sono tutte uguali. Alcune sono più frequenti e “prevedibili”, altre più rare. In gastroenterologia, le principali situazioni in cui si può verificare includono le seguenti.
Diverticolite complicata
La diverticolite (infiammazione dei diverticoli del colon, spesso del sigma) può evolvere in complicanze come ascesso e perforazione. In alcuni casi la perforazione è micro (piccola, contenuta), in altri è franca e determina un addome acuto.
Appendicite perforata
Quando l’appendicite non viene trattata in tempo, l’appendice può andare incontro a necrosi e perforarsi, con diffusione dell’infezione in addome.
Ulcere e ischemia intestinale
- Le ulcere interessano più spesso stomaco e duodeno, ma in alcune condizioni possono coinvolgere tratti intestinali o associarsi a perforazioni in sedi diverse.
- L’ischemia intestinale (ridotto afflusso di sangue all’intestino) può portare a sofferenza della parete fino alla necrosi e alla perforazione. È una causa particolarmente insidiosa perché può progredire rapidamente.
Malattie infiammatorie croniche intestinali
In alcune fasi severe di colite ulcerosa o malattia di Crohn, l’infiammazione può indebolire la parete e aumentare il rischio di complicanze. Nel Crohn, per esempio, fistole e ascessi possono precedere una perforazione.
Occlusione intestinale e distensione importante
Quando l’intestino è ostruito e la pressione interna aumenta, la parete può soffrire e, in casi estremi, perforarsi. Questo può accadere in occlusioni da aderenze, ernie strozzate, tumori o volvolo.
Traumi e cause iatrogene (procedure mediche)
Alcune perforazioni avvengono dopo manovre diagnostiche o terapeutiche. Un esempio noto è la perforazione come complicanza rara di colonscopia, più probabile se vengono eseguite manovre operative (polipectomia) o se la parete è già fragile (infiammazione severa, diverticolosi importante, stenosi). Anche interventi chirurgici o procedure endoscopiche complesse possono, raramente, associarsi a perforazione.
Farmaci e altri fattori di rischio
Di rado, ma in modo clinicamente rilevante, fattori che aumentano fragilità o rischio di sanguinamento/ulcerazioni possono contribuire a complicanze (per esempio uso prolungato di alcuni farmaci, condizioni di immunosoppressione, radioterapia pregressa). Qui la valutazione è sempre individuale: non basta un singolo fattore per “spiegare” una perforazione, ma può aumentare la vulnerabilità.
Quali sono i sintomi della perforazione intestinale
Il sintomo guida è spesso il dolore addominale improvviso e intenso, ma non è l’unico segnale. Possono comparire:
- dolore addominale forte, talvolta “a coltellata”, che peggiora rapidamente
- addome rigido (“a tavola”), dolorabilità marcata alla palpazione
- febbre, brividi, sudorazione
- nausea, vomito, impossibilità a evacuare o emettere gas
- tachicardia, senso di debolezza o confusione
- peggioramento progressivo dello stato generale
Un aspetto utile: in alcune perforazioni contenute o in persone fragili/anziane, i sintomi possono essere meno “scenografici” ma ugualmente pericolosi. Dolore persistente + febbre + peggioramento generale meritano sempre valutazione urgente.
Perforazione intestinale: quando andare subito in pronto soccorso
Se c’è il sospetto, la regola pratica è semplice: non aspettare che passi. Serve urgenza medica, soprattutto se sono presenti:
- dolore addominale intenso e in rapido peggioramento
- addome rigido o dolore che aumenta al minimo movimento
- febbre alta o brividi associati al dolore
- svenimento, confusione, battito accelerato, pressione bassa
- vomito incoercibile o segni di disidratazione
La tempestività riduce il rischio di complicanze severe.
Cosa implica una perforazione: perché è un’emergenza
La perforazione può portare a:
- Peritonite: infiammazione/infezione del peritoneo (la membrana che riveste l’addome)
- Sepsi: risposta infiammatoria sistemica a un’infezione che può compromettere organi vitali
- Ascessi addominali: raccolte di pus che possono richiedere drenaggio
- Occlusione secondaria: per infiammazione e aderenze
- Rischi chirurgici: dipendenti da sede, estensione, condizioni generali del paziente
È per questo che l’autogestione (analgesici “forti”, antibiotici avanzati senza indicazione, attesa) può essere pericolosa: può mascherare i sintomi senza risolvere la causa.
Come si fa diagnosi di perforazione intestinale
In pronto soccorso si procede con:
- valutazione clinica (dolore, rigidità addominale, parametri vitali)
- esami del sangue (indici infiammatori, globuli bianchi, funzionalità renale, lattato in contesti selezionati)
- imaging: spesso la TC addome con contrasto è l’esame più informativo perché può mostrare aria libera, liquido, sede e causa probabile (diverticolite, appendicite, occlusione, ischemia, ecc.). In alcuni casi si usa anche radiografia o ecografia, ma la TC è spesso determinante per la strategia.
Come si tratta la perforazione intestinale
Il trattamento della perforazione intestinale dipende da diversi fattori, tra cui la sede della lesione, l’estensione della perforazione e le condizioni generali della persona. In presenza di una perforazione libera, con diffusione del contenuto intestinale nella cavità addominale, è spesso necessario un intervento chirurgico urgente. L’obiettivo è rimuovere o riparare il tratto intestinale coinvolto, bonificare la cavità addominale e controllare l’infezione.
In alcune situazioni selezionate, come nelle perforazioni contenute e in pazienti clinicamente stabili, può essere presa in considerazione una gestione non chirurgica, basata su monitoraggio stretto, terapia antibiotica e supporto medico intensivo. Questa scelta richiede un’attenta valutazione specialistica e controlli frequenti, perché il quadro può evolvere rapidamente. In ogni caso, la gestione avviene sempre in ambito ospedaliero e non è compatibile con un trattamento domiciliare.
Cosa aspettarsi dopo: tempi di recupero e follow-up
Il recupero varia molto: una perforazione contenuta trattata precocemente può avere un decorso più semplice rispetto a una perforazione con peritonite diffusa.
Dopo la fase acuta, può essere indicato:
- un percorso di follow-up gastroenterologico/chirurgico
- valutazione della causa (per esempio diverticolite, IBD, stenosi, ecc.)
- eventuali esami programmati dopo guarigione (in alcuni casi, anche endoscopie di controllo quando clinicamente appropriate e in sicurezza)
Un punto importante: non è raro che, dopo un evento acuto, serva riordinare i fattori di rischio (stile di vita, gestione di patologie intestinali, aderenza alle terapie) per ridurre recidive o complicanze.
Si può prevenire la perforazione intestinale?
Non sempre, perché alcune cause sono imprevedibili. Ma in molti casi è possibile ridurre il rischio intervenendo su ciò che è modificabile:
- trattare precocemente sintomi suggestivi di diverticolite/appendicite/occlusione
- seguire i controlli se si hanno malattie intestinali croniche
- non sottovalutare dolore addominale nuovo e intenso, soprattutto se associato a febbre
- informare il medico su terapie in corso e condizioni che possono aumentare fragilità o rischio di complicanze
La prevenzione più concreta resta una: non ritardare la valutazione medica quando i sintomi sono compatibili con un addome acuto.
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