Il lupus eritematoso sistemico (LES) è una malattia autoimmune cronica in cui il sistema immunitario attacca tessuti e organi sani. È definito “sistemico” perché può coinvolgere più organi contemporaneamente, oppure interessarli in momenti diversi della vita.
Si tratta di una patologia complessa, dal decorso variabile, con sintomi che possono essere intermittenti e talvolta sfumati. Proprio questa variabilità rende il lupus difficile da riconoscere nelle fasi iniziali. Comprendere i segnali precoci, il percorso diagnostico e l’evoluzione della malattia è fondamentale per prevenire complicanze.
Cos’è il lupus eritematoso sistemico e perché è una malattia autoimmune
Nel lupus eritematoso sistemico, il sistema immunitario produce autoanticorpi diretti contro componenti delle cellule dell’organismo. Tra questi, gli anticorpi antinucleo (ANA) rappresentano spesso il primo elemento di sospetto, ma non sono da soli sufficienti per una diagnosi.
La produzione di autoanticorpi attiva una risposta infiammatoria cronica che può colpire articolazioni, pelle, reni, cuore, polmoni e sistema nervoso. Il lupus non è contagioso e non è causato da un singolo fattore. Alla base vi è una combinazione di predisposizione genetica, fattori ambientali, variazioni ormonali ed eventi scatenanti come infezioni o intensa esposizione ai raggi ultravioletti.
Colpisce più frequentemente le donne in età fertile, ma può manifestarsi in entrambi i sessi e a qualsiasi età.
Quali sono i sintomi iniziali del lupus
I sintomi del lupus eritematoso sistemico possono essere inizialmente poco specifici. Tra le manifestazioni più comuni si osservano stanchezza persistente, dolori articolari, rigidità mattutina e febbricola ricorrente.
Le articolazioni sono spesso coinvolte con artralgie o artrite infiammatoria, generalmente senza deformazioni permanenti. Anche la pelle può essere interessata, con rash cutanei fotosensibili o il caratteristico eritema a “farfalla” sul volto.
Un elemento distintivo del lupus è l’andamento fluttuante: fasi di relativo benessere possono alternarsi a riacutizzazioni, rendendo il quadro clinico poco prevedibile.
Quali organi può colpire il lupus eritematoso sistemico
Il lupus può evolvere verso un coinvolgimento di organi interni. Tra le complicanze più rilevanti vi è la nefrite lupica, una forma di interessamento renale che può inizialmente essere silente e rilevabile solo attraverso esami di laboratorio.
Anche il sistema cardiovascolare e respiratorio può essere interessato, con infiammazione delle sierose (pericardite o pleurite). In alcuni casi si osservano manifestazioni neurologiche, che possono includere disturbi cognitivi, cefalea o quadri più complessi.
Non tutti i pazienti sviluppano un interessamento multiorgano. Il lupus è una malattia ad evoluzione individuale, e la gravità varia significativamente da persona a persona.
Come si diagnostica il lupus eritematoso sistemico
La diagnosi di lupus non si basa su un singolo esame, ma su una valutazione integrata tra dati clinici e laboratoristici.
Gli anticorpi ANA, gli anticorpi anti-DNA e altri marcatori autoimmuni rappresentano strumenti fondamentali, ma devono essere interpretati nel contesto dei sintomi. È importante sottolineare che una positività isolata degli ANA non equivale automaticamente a lupus.
Il reumatologo valuta la presenza di criteri clinici, alterazioni ematiche, eventuale coinvolgimento d’organo e andamento dei sintomi nel tempo. Una diagnosi corretta evita sia sottovalutazioni sia sovradiagnosi.
Il decorso del lupus: riacutizzazioni e remissione
Il lupus eritematoso sistemico è caratterizzato da un’alternanza tra fasi di attività e periodi di remissione. Le riacutizzazioni possono essere favorite da infezioni, stress intenso o esposizione solare prolungata.
Il monitoraggio regolare permette di intercettare precocemente eventuali segnali di riattivazione e di adattare la terapia per prevenire danni d’organo nel lungo periodo.
Il lupus si può controllare?
Sebbene il lupus sia una malattia cronica autoimmune, oggi può essere controllato nella maggior parte dei casi grazie a terapie personalizzate e a un follow-up strutturato.
L’obiettivo del trattamento è ridurre l’infiammazione, prevenire le riacutizzazioni e proteggere gli organi coinvolti. Una gestione attenta consente a molte persone con lupus di condurre una vita attiva e pianificare progetti personali, inclusa una gravidanza, quando la malattia è stabilizzata.
Quando rivolgersi a uno specialista in reumatologia
La presenza di dolori articolari persistenti, stanchezza marcata non spiegata, rash cutanei ricorrenti e alterazioni inspiegate degli esami del sangue dovrebbe orientare verso una valutazione reumatologica.
Non si tratta di allarmarsi, ma di riconoscere segnali che meritano approfondimento. Una diagnosi precoce consente di intervenire prima che l’infiammazione provochi danni strutturali.
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