La sindrome di De Quervain, conosciuta anche come tenosinovite del pollice, è una condizione infiammatoria che interessa i tendini situati alla base del pollice, nella zona del polso. Si tratta di un disturbo piuttosto frequente, soprattutto nelle persone che compiono movimenti ripetitivi della mano o del pollice durante il lavoro, lo sport o le attività quotidiane.
Nelle fasi iniziali, il dolore può comparire solo durante alcuni movimenti specifici, ma con il tempo può diventare più intenso e limitare anche gesti molto semplici, come afferrare un oggetto, aprire un barattolo o sollevare un peso.
Comprendere cos’è la sindrome di De Quervain e riconoscerne i sintomi è importante per evitare che l’infiammazione diventi cronica e comprometta la funzionalità della mano.
Cos’è la sindrome di De Quervain
La sindrome di De Quervain è una forma di tenosinovite che coinvolge i tendini responsabili del movimento del pollice, in particolare quelli che permettono di allontanare ed estendere il dito.
Questi tendini scorrono all’interno di una guaina situata sul lato del polso vicino alla base del pollice. Quando la guaina si infiamma o si ispessisce, il movimento dei tendini diventa più difficoltoso e doloroso.
Il risultato è una condizione che provoca dolore, attrito e riduzione della mobilità del pollice, soprattutto durante i movimenti di presa o torsione della mano.
Perché si sviluppa la tenosinovite del pollice
Le cause della sindrome di De Quervain sono spesso legate a un sovraccarico funzionale della mano e del pollice.
I movimenti ripetitivi rappresentano uno dei fattori più comuni. Attività che richiedono frequenti movimenti di presa, torsione o utilizzo intenso del pollice possono favorire l’irritazione dei tendini nel tempo.
Anche alcune attività lavorative o sportive aumentano il rischio, soprattutto quando il polso viene utilizzato in modo continuo senza adeguati tempi di recupero.
In alcuni casi, la sindrome di De Quervain può comparire dopo un trauma o in associazione a condizioni infiammatorie più generali.
La patologia è inoltre particolarmente frequente nel periodo successivo alla gravidanza, probabilmente per la combinazione tra cambiamenti ormonali e movimenti ripetitivi legati alla cura del neonato.
I sintomi più comuni della sindrome di De Quervain
Il sintomo principale della sindrome di De Quervain è il dolore localizzato alla base del pollice, nella parte laterale del polso.
All’inizio il fastidio può comparire solo durante alcuni movimenti specifici, ma con il tempo tende a diventare più persistente. Molte persone avvertono dolore quando stringono oggetti, ruotano il polso o sollevano pesi.
In alcuni casi, il dolore può irradiarsi lungo l’avambraccio o aumentare durante i movimenti ripetitivi della mano.
Possono comparire anche gonfiore locale e una sensazione di attrito o scatto durante il movimento del pollice.
Quando l’infiammazione peggiora, anche attività quotidiane molto semplici possono diventare difficili da eseguire.
Come capire se si tratta davvero di sindrome di De Quervain
Il dolore al pollice o al polso può dipendere da diverse condizioni, per questo è importante distinguere la sindrome di De Quervain da altre problematiche della mano.
Durante la visita specialistica, il medico valuta la localizzazione del dolore, i movimenti che provocano i sintomi e la presenza di eventuali limitazioni funzionali.
Uno dei test clinici più utilizzati è il test di Finkelstein, che consiste in un movimento specifico del polso e del pollice capace di evocare il dolore tipico della tenosinovite.
In alcuni casi possono essere richiesti esami di imaging, come ecografia o risonanza magnetica, soprattutto quando è necessario escludere altre patologie tendinee o articolari.
Sindrome di De Quervain e movimenti ripetitivi
Uno degli aspetti più importanti della sindrome di De Quervain riguarda il rapporto con i movimenti ripetitivi della mano.
L’uso continuo del pollice, soprattutto in posture non ergonomiche, può aumentare progressivamente lo stress sui tendini e favorire l’infiammazione della guaina tendinea.
Anche l’utilizzo prolungato di smartphone, mouse o strumenti manuali può contribuire al sovraccarico funzionale del pollice e del polso.
Per questo motivo, riconoscere precocemente i sintomi è fondamentale per evitare che il problema si trasformi in una condizione cronica più difficile da trattare.
Come si tratta la sindrome di De Quervain
Il trattamento della sindrome di De Quervain dipende dall’intensità dell’infiammazione e dalla durata dei sintomi.
Nelle fasi iniziali, spesso si ricorre a un approccio conservativo. Il riposo funzionale del pollice, la riduzione dei movimenti ripetitivi e l’utilizzo di tutori possono aiutare a ridurre il carico sui tendini infiammati.
Anche la fisioterapia può essere utile per migliorare la mobilità e ridurre il dolore.
In alcuni casi, il medico può valutare l’utilizzo di farmaci antinfiammatori o infiltrazioni locali per controllare l’infiammazione.
Quando i sintomi persistono nonostante i trattamenti conservativi, può essere preso in considerazione un intervento chirurgico mini-invasivo per liberare i tendini dalla compressione della guaina infiammata.
Quanto tempo serve per recuperare
I tempi di recupero della sindrome di De Quervain possono variare in base alla gravità dell’infiammazione e alla rapidità con cui si interviene.
Nelle forme lievi, una riduzione del sovraccarico associata a terapia conservativa può portare a un miglioramento significativo nel giro di alcune settimane.
Quando invece la condizione è presente da molto tempo o i tendini sono particolarmente irritati, il recupero può richiedere tempi più lunghi e un percorso terapeutico più strutturato.
Anche dopo il miglioramento dei sintomi, è importante correggere eventuali movimenti o abitudini che hanno contribuito al problema.
Quando rivolgersi allo specialista
Dolore persistente alla base del pollice, difficoltà nei movimenti della mano o fastidio durante le attività quotidiane sono segnali che meritano attenzione.
La sindrome di De Quervain tende infatti a peggiorare nel tempo se l’infiammazione continua a essere sollecitata senza trattamento.
Una valutazione specialistica permette di identificare precocemente il problema e impostare il percorso terapeutico più adatto, evitando limitazioni funzionali più importanti.
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