Durante una visita ginecologica o un’ecografia può capitare di sentir parlare per la prima volta di cisti di Naboth. Il termine può generare preoccupazione, soprattutto perché riguarda il collo dell’utero, ma nella grande maggioranza dei casi queste piccole formazioni sono completamente benigne e non rappresentano un pericolo per la salute.

Le cisti di Naboth, chiamate anche cisti nabothiane, sono infatti piccole raccolte di muco che si formano sulla superficie della cervice uterina quando una ghiandola cervicale viene ricoperta dal tessuto circostante e il secreto non riesce più a fuoriuscire normalmente.

Molto spesso non provocano alcun sintomo e vengono individuate casualmente durante un controllo ginecologico. Conoscerne l’origine e il significato permette quindi di interpretare correttamente questo reperto e capire in quali casi sia sufficiente un semplice monitoraggio e quando, invece, possa essere utile approfondire.

Che cosa sono le cisti di Naboth

Le cisti di Naboth sono formazioni benigne del collo dell’utero, la parte inferiore dell’utero che comunica con la vagina.

La superficie della cervice è costituita da differenti tipi di cellule e presenta numerose ghiandole che producono muco. Durante i normali processi di rinnovamento dei tessuti, l’apertura di una di queste ghiandole può essere ricoperta da cellule della superficie cervicale.

Il muco continua però a essere prodotto e, non potendo essere eliminato, tende ad accumularsi all’interno della ghiandola. Si forma così una piccola cavità contenente materiale mucoso: la cisti nabothiana.

Le dimensioni sono generalmente ridotte, spesso nell’ordine di pochi millimetri, anche se occasionalmente possono svilupparsi cisti più grandi o multiple.

Perché si formano

La comparsa delle cisti di Naboth è legata soprattutto ai normali processi di trasformazione e riparazione del tessuto cervicale.

Possono essere osservate con maggiore frequenza dopo una gravidanza e un parto, quando il collo dell’utero va incontro a importanti cambiamenti. Anche episodi di infiammazione della cervice, come una cervicite, possono favorire la chiusura delle ghiandole e la successiva formazione delle cisti.

In altri casi compaiono semplicemente durante i normali processi di metaplasia della cervice, cioè il fisiologico ricambio di un tipo di cellule con un altro nella cosiddetta zona di trasformazione.

La loro presenza non dipende quindi da una cattiva igiene intima, da comportamenti sessuali specifici o da qualcosa che la donna abbia fatto in modo scorretto.

Le cisti di Naboth provocano sintomi?

Nella maggior parte dei casi le cisti di Naboth sono asintomatiche. La donna non percepisce dolore né altri disturbi e può non sapere della loro presenza fino al momento di una visita.

Proprio per questo vengono spesso definite un reperto occasionale. Il ginecologo può osservarle durante l’esame del collo uterino come piccole formazioni tondeggianti, lisce e di colore biancastro o giallastro.

Solo quando raggiungono dimensioni particolarmente importanti, eventualità poco comune, possono contribuire alla comparsa di fastidio pelvico, senso di pressione o altri disturbi. In queste situazioni è necessaria una valutazione più approfondita, soprattutto per essere certi che la formazione osservata abbia effettivamente le caratteristiche tipiche di una cisti nabothiana.

La presenza di perdite anomale, sanguinamento non abituale o dolore pelvico non dovrebbe invece essere automaticamente attribuita a queste cisti: sono sintomi che possono avere numerose altre cause ginecologiche e che meritano una valutazione specifica.

Come vengono diagnosticate

La diagnosi delle cisti di Naboth è generalmente semplice e avviene durante la visita ginecologica.

Osservando direttamente la cervice, lo specialista è spesso in grado di riconoscere l’aspetto caratteristico delle cisti senza che siano necessari ulteriori accertamenti.

In alcuni casi possono essere evidenziate anche durante un’ecografia transvaginale, soprattutto quando sono più profonde o di dimensioni maggiori.

Se la formazione presenta caratteristiche insolite, è molto grande oppure la diagnosi non appare immediatamente chiara, il ginecologo può ricorrere ad approfondimenti come la colposcopia, che consente di osservare il collo dell’utero con un ingrandimento maggiore.

Solo in situazioni atipiche può essere necessario utilizzare ulteriori esami di imaging o effettuare un prelievo di tessuto per distinguere una cisti nabothiana da altre lesioni cervicali.

Cisti di Naboth e tumore del collo dell’utero

Uno dei dubbi più frequenti riguarda il possibile rapporto tra cisti di Naboth e tumore del collo dell’utero.

Le cisti nabothiane comuni sono formazioni benigne e non sono considerate lesioni precancerose. La loro presenza, quindi, non significa che la donna abbia un tumore né che sia destinata a svilupparlo.

Questo non elimina però l’importanza dei normali programmi di prevenzione ginecologica. Pap test e HPV test mantengono il loro ruolo nel monitoraggio della salute cervicale indipendentemente dalla presenza delle cisti.

Inoltre, alcune rare alterazioni del collo uterino possono avere un aspetto cistico. È per questo che, quando una formazione è particolarmente grande, profonda o presenta caratteristiche non tipiche, il ginecologo può ritenere opportuno eseguire ulteriori approfondimenti.

L’obiettivo non è creare allarme, ma distinguere con precisione un reperto benigno da condizioni differenti.

È necessario eliminare le cisti di Naboth?

Nella maggior parte dei casi le cisti di Naboth non richiedono alcun trattamento.

Se non provocano sintomi e presentano un aspetto tipico, può essere sufficiente continuare con i normali controlli ginecologici. Non è necessario rimuoverle soltanto perché sono presenti.

Il trattamento viene preso in considerazione soprattutto nei rari casi in cui le cisti raggiungano dimensioni tali da provocare sintomi o rendere più difficile la valutazione della cervice. Se la diagnosi è dubbia, può inoltre essere necessario intervenire per ottenere una caratterizzazione più precisa della lesione.

La scelta viene sempre effettuata sulla base delle caratteristiche individuali e non esiste quindi un approccio identico per tutte le pazienti.

Cisti di Naboth, fertilità e gravidanza

La presenza di comuni cisti nabothiane non compromette generalmente la fertilità e non impedisce una gravidanza.

Essendo localizzate sul collo uterino e trattandosi nella maggior parte dei casi di formazioni molto piccole, non interferiscono con la normale funzione riproduttiva.

Solo cisti eccezionalmente grandi potrebbero determinare problemi meccanici locali e richiedere una valutazione specifica, ma si tratta di situazioni molto diverse dal classico reperto riscontrato durante un controllo ginecologico.

Per una donna che scopre casualmente una piccola cisti di Naboth durante un’ecografia o una visita, quindi, la presenza della formazione non rappresenta di per sé un motivo per modificare eventuali progetti di gravidanza.

Quando rivolgersi al ginecologo

Scoprire una cisti di Naboth non deve necessariamente preoccupare. Nella maggioranza delle donne si tratta di una modifica benigna della cervice che non necessita di terapia.

È comunque importante che il reperto venga interpretato dal ginecologo, soprattutto se la cisti è di grandi dimensioni, se sono presenti perdite o sanguinamenti anomali oppure se l’aspetto della formazione non è quello tipico.

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