Nel linguaggio delle relazioni contemporanee emergono sempre nuovi termini per descrivere dinamiche affettive sempre più complesse. Tra questi, uno dei più discussi è lo shrekking, un fenomeno recente che riguarda il modo in cui alcune persone scelgono i propri partner.
Dietro questo termine apparentemente leggero si nasconde in realtà una dinamica psicologica più profonda, che ha a che fare con autostima, paura della solitudine e modelli relazionali disfunzionali.
Cos’è lo shrekking e cosa significa davvero
Il termine shrekking deriva dal personaggio di Shrek e indica la tendenza a frequentare intenzionalmente una persona percepita come meno attraente, con l’idea che questo garantisca una relazione più stabile o un maggiore coinvolgimento emotivo.
Alla base c’è una convinzione implicita: scegliere qualcuno che “ha meno possibilità” significhi ricevere più attenzioni, rispetto o fedeltà.
Questa logica, però, si fonda su un presupposto errato. L’aspetto fisico non è un indicatore affidabile della qualità emotiva di una relazione, né della capacità di una persona di essere presente, empatica o rispettosa.
Perché si sviluppa questa dinamica relazionale
Lo shrekking non nasce per caso. È spesso il risultato di una combinazione di fattori psicologici e sociali che influenzano il modo in cui percepiamo noi stessi e gli altri.
Uno degli elementi centrali è la paura della solitudine. In un contesto sociale in cui la relazione è ancora vista come un traguardo, restare soli può essere percepito come un fallimento personale. Questo porta alcune persone ad abbassare i propri standard pur di non rimanere senza un partner.
Un altro fattore rilevante è la sfiducia nelle relazioni. Dopo esperienze negative o delusioni, si può sviluppare l’idea che scegliere qualcuno da cui non si è realmente attratti possa ridurre il rischio di soffrire.
A questo si aggiunge un aspetto più profondo legato all’autostima. In alcuni casi, lo shrekking riflette la convinzione di non meritare una relazione pienamente soddisfacente, portando ad accettare compromessi che nel tempo possono diventare fonte di disagio.
L’illusione alla base dello shrekking
Alla base di questa dinamica c’è una sorta di “strategia emotiva”: scegliere qualcuno che si ritiene meno desiderabile per avere una posizione di maggiore controllo nella relazione.
Si tratta però di un’illusione. Pensare che una persona sia più disponibile o affettuosa solo perché percepita come meno attraente significa ridurre l’altro a uno stereotipo.
Questa visione semplificata delle relazioni rischia di creare aspettative distorte e, nel tempo, può portare a frustrazione o delusione. Non esiste infatti una correlazione tra estetica e maturità emotiva o capacità relazionale.
Le conseguenze psicologiche dello shrekking
Anche se inizialmente può sembrare una scelta “razionale”, lo shrekking può avere un impatto significativo sul benessere psicologico.
Una relazione costruita su un compromesso non autentico tende a generare nel tempo una sensazione di insoddisfazione latente. Si può rimanere nella relazione, ma senza un reale coinvolgimento emotivo.
Questo può portare a:
- riduzione dell’autostima
- senso di frustrazione o distanza emotiva
- difficoltà nel vivere la relazione in modo spontaneo
- aumento del conflitto interno
In alcuni casi, la situazione può ribaltarsi completamente: la persona scelta “per sicurezza” può non corrispondere alle aspettative, generando una delusione ancora più intensa.
Shrekking e cultura delle relazioni moderne
Lo shrekking si inserisce in un contesto più ampio, caratterizzato da una crescente complessità nelle relazioni. I social media, le app di dating e la continua esposizione a modelli idealizzati influenzano le aspettative e il modo in cui scegliamo i partner.
Da un lato, si è spinti verso standard estetici elevati; dall’altro, si sviluppa una reazione opposta, che porta a ridurre consapevolmente le aspettative per proteggersi.
In questo equilibrio instabile, lo shrekking rappresenta una forma di adattamento, ma non necessariamente una soluzione efficace.
Come riconoscere questa dinamica in sé stessi
Non sempre è immediato riconoscere di trovarsi in una situazione di shrekking. Alcuni segnali possono però aiutare a riflettere:
- iniziare una relazione senza una reale attrazione o interesse
- restare in una relazione “per comodità” o per evitare la solitudine
- giustificare la scelta con frasi come “almeno mi tratta bene”
- percepire una distanza tra ciò che si desidera e ciò che si vive
Questi elementi non indicano necessariamente un problema, ma possono essere un punto di partenza per una maggiore consapevolezza.
Relazioni sane e consapevolezza emotiva
Superare dinamiche come lo shrekking non significa tornare a criteri superficiali o basati solo sull’aspetto fisico. Significa, piuttosto, sviluppare una maggiore capacità di valutare l’altro nella sua interezza.
Una relazione equilibrata si basa su elementi come:
- compatibilità emotiva
- reciprocità
- attrazione autentica
- condivisione di valori
L’obiettivo non è evitare la solitudine a tutti i costi, ma costruire relazioni che siano realmente soddisfacenti.
Un approccio più consapevole alle relazioni
Lo shrekking è un esempio di come, nel tentativo di proteggerci, possiamo adottare strategie che nel lungo periodo non rispondono ai nostri bisogni profondi.
Lavorare sulla consapevolezza emotiva e sull’autostima permette di fare scelte più allineate, evitando compromessi che rischiano di diventare limitanti.
In ambito psicologico, affrontare queste dinamiche significa comprendere cosa si cerca davvero in una relazione e quali sono i propri bisogni autentici.
Un confronto con un professionista può aiutare a leggere questi schemi e a costruire relazioni più sane, basate su equilibrio, autenticità e rispetto reciproco.
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