Il cosiddetto ginocchio del corridore – noto anche come sindrome femoro-rotulea o, in alcuni casi, sindrome della bandelletta ileotibiale – è una delle problematiche ortopediche più frequenti tra chi pratica corsa, ciclismo o attività sportive ad alto impatto.

Si tratta di una condizione infiammatoria che interessa la parte anteriore o laterale del ginocchio e che può rendere difficile, se non impossibile, continuare ad allenarsi. Capire le cause, riconoscerne i sintomi e intervenire in modo tempestivo è fondamentale per evitare che il dolore diventi cronico.

Che cos’è il ginocchio del corridore

Il ginocchio del corridore non è una lesione singola, ma un insieme di disturbi che colpiscono la zona del ginocchio sottoposta a stress ripetuto.

Nel caso della sindrome femoro-rotulea, il dolore deriva dallo sfregamento anomalo tra la rotula e il femore, causato da squilibri muscolari o da un allineamento non corretto dell’articolazione.

Nella sindrome della bandelletta ileotibiale, invece, il fastidio è localizzato sul lato esterno del ginocchio, dove il tessuto connettivo che corre lungo la coscia sfrega contro il femore durante la flessione e l’estensione della gamba.

Entrambe le forme hanno in comune un meccanismo di sovraccarico funzionale: il ginocchio, sottoposto a stress ripetuti, reagisce con infiammazione e dolore.

Sintomi del ginocchio del corridore

Il sintomo principale è un dolore al ginocchio che si accentua durante la corsa, nel salire o scendere le scale, o dopo una prolungata posizione seduta.
In alcuni casi, si avverte una sensazione di scroscio o scricchiolio quando si piega la gamba, accompagnata da rigidità o lieve gonfiore. Il dolore, inizialmente lieve e intermittente, può diventare costante se non trattato.
La localizzazione del dolore aiuta a distinguere le forme: anteriore per la sindrome femoro-rotulea, laterale per la bandelletta ileotibiale.

Cause e fattori di rischio

Il ginocchio del corridore è causato da una combinazione di errori biomeccanici, allenamenti inadeguati e squilibri muscolari.
Tra i principali fattori predisponenti rientrano:

  • Eccessivo carico di allenamento, senza adeguati tempi di recupero.
  • Debolezza dei muscoli glutei o del quadricipite, che altera la stabilità della rotula.
  • Rigidità della bandelletta ileotibiale o del tensore della fascia lata, che aumenta lo sfregamento.
  • Calzature non adeguate o consumo anomalo delle scarpe da corsa.
  • Corsa su superfici dure o inclinate, che aumenta lo stress articolare.

Anche una postura non corretta o un allineamento imperfetto di bacino e ginocchia può contribuire alla comparsa dei sintomi.

Diagnosi della sindrome femoro-rotulea

La diagnosi del ginocchio del corridore si basa sulla valutazione clinica da parte dell’ortopedico o del fisiatra.
Attraverso la palpazione e alcuni test specifici, il medico individua la zona esatta del dolore e valuta la stabilità articolare. In alcuni casi, per escludere altre patologie, possono essere richiesti esami strumentali come radiografia, ecografia o risonanza magnetica.

Ginocchio del corridore: trattamento e riabilitazione

Il trattamento del ginocchio del corridore è inizialmente conservativo e mira a ridurre il dolore e l’infiammazione, per poi correggere le cause biomeccaniche che hanno portato al disturbo.
Nella fase acuta è consigliato il riposo dall’attività fisica, l’applicazione di ghiaccio e l’utilizzo di antinfiammatori su indicazione medica.
Successivamente, la fisioterapia diventa il fulcro della guarigione: esercizi mirati per rinforzare quadricipiti, glutei e core, insieme a stretching della bandelletta ileotibiale e dei flessori dell’anca, aiutano a ristabilire equilibrio e stabilità articolare.

Tecniche come tecarterapia, laser ad alta potenza e massoterapia miofasciale possono accelerare la risoluzione dell’infiammazione e ridurre il dolore.
Nei casi resistenti, può essere necessario un approccio più strutturato con rieducazione posturale globale o, raramente, un intervento chirurgico.

Prevenzione del ginocchio del corridore

La prevenzione passa per una gestione corretta degli allenamenti: aumentare il carico in modo graduale, alternare le tipologie di esercizio e inserire giornate di recupero aiuta a ridurre lo stress articolare.
Fondamentale anche la scelta delle calzature: devono essere adatte al tipo di appoggio e sostituite regolarmente per evitare squilibri nella corsa.
Un programma costante di stretching e potenziamento muscolare riduce il rischio di recidiva e migliora la meccanica del gesto atletico.

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