L’eterometria degli arti inferiori è una condizione comune, spesso sottovalutata, che può causare una lunga serie di disturbi muscolo-scheletrici. Si tratta di una differenza nella lunghezza delle gambe che, anche se minima, può alterare l’equilibrio posturale e generare dolori cronici alla colonna, all’anca o al ginocchio.

Riconoscerla e trattarla in modo adeguato è fondamentale per evitare compensazioni che, nel tempo, possono peggiorare la qualità della vita.

Cos’è l’eterometria degli arti inferiori

Con l’espressione eterometria degli arti inferiori si intende un’asimmetria nella lunghezza delle due gambe. Questa può essere:

  • Anatomica (vera): quando la differenza dipende da una disparità reale nella lunghezza ossea;
  • Funzionale (apparente): dovuta a squilibri posturali, inclinazioni del bacino o tensioni muscolari che modificano l’allineamento degli arti.

Anche una discrepanza di pochi millimetri può incidere sulla biomeccanica del passo e sulla distribuzione dei carichi durante la deambulazione, con ripercussioni a carico di colonna vertebrale, anche e ginocchia.

Sintomi legati all’eterometria degli arti inferiori

I sintomi dell’eterometria degli arti inferiori non sono sempre evidenti. Spesso si manifestano con disturbi aspecifici: mal di schiena persistente, dolore monolaterale all’anca o al ginocchio, affaticamento durante la camminata, oppure una leggera zoppia.

Nei casi più marcati, possono comparire alterazioni evidenti nella postura, come un’inclinazione del bacino, una spalla più bassa o una deambulazione asimmetrica.

Le cause più frequenti

Le cause dell’eterometria degli arti inferiori possono essere congenite oppure acquisite.

Le forme congenite sono legate a uno sviluppo asimmetrico dell’osso, spesso identificabile già nell’età evolutiva.

Le forme acquisite, invece, si manifestano in seguito a traumi, fratture consolidate in modo non perfettamente simmetrico, interventi chirurgici (ad esempio protesi d’anca), patologie articolari degenerative o squilibri posturali cronici.

Nelle eterometrie funzionali, invece, la causa è da ricercare nel tono muscolare, nella mobilità articolare o nell’equilibrio del bacino.

Come si diagnostica l’eterometria degli arti inferiori

La diagnosi dell’eterometria degli arti inferiori si basa su una valutazione clinica accurata. L’ortopedico osserva la postura, misura gli arti e valuta eventuali compensazioni nel cammino o nell’appoggio. Per quantificare con precisione la discrepanza si utilizzano esami radiologici in carico, capaci di mostrare la lunghezza effettiva degli arti e la posizione del bacino. In casi selezionati, può essere utile un’analisi del passo o una valutazione baropodometrica, soprattutto quando si sospetta una componente funzionale.

Trattamento dell’eterometria degli arti inferiori

La terapia dipende dall’entità della differenza, dalla presenza di sintomi e dalla causa sottostante. In molti casi, soprattutto quando la discrepanza è inferiore a 1 cm, è sufficiente un approccio conservativo. Tra le soluzioni più comuni:

  • Plantari con rialzo realizzati su misura, da inserire nelle calzature;
  • Fisioterapia posturale per riequilibrare le catene muscolari;
  • Rieducazione del passo con esercizi personalizzati;
  • Interventi ortopedici correttivi, nei casi più gravi o strutturali.

Il trattamento va sempre adattato al singolo paziente, considerando età, livello di attività, sintomi e tipo di eterometria.

Perché è importante riconoscere l’eterometria degli arti inferiori

Trascurare un’eterometria degli arti inferiori può causare conseguenze significative. Il corpo, nel tentativo di compensare, sviluppa adattamenti che sovraccaricano determinate strutture, portando a infiammazioni croniche, squilibri posturali e dolori ricorrenti. Intervenire precocemente permette di prevenire complicanze e mantenere una buona funzionalità articolare nel tempo.

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